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Ragnarǫk
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Il termine mwcgmwcwRagnarǫk (dal mwdanorreno mwdqRagnarǫk, pronunciato [ˈrɑɣnɑˌrɔk]cite-ref-1[1] e significante mwewletteralmente "destino degli dèi";cite-ref-2[2] , italianizzato in mwgaRagnaroccocite-ref-3[3] , è documentata anche la variante mwhqRagnarøkkr, pronunciata [ˈrɑɣnɑˌrøkːz̠])cite-ref-4[4] indica, nella mwiwmitologia norrena, una serie di eventi catastrofici ed mwjaescatologici che provocheranno un'apocalisse nei nove mondi della mitologia nordica e ne causeranno la fine ma anche la rinascita. Tra questi eventi catastrofici spicca una grande e famosa battaglia finale tra le potenze della luce e dell'ordine e quelle delle tenebre e del caos, la quale avvererà la morte di un certo numero di importanti personaggi del ciclo mitologico (come mwjqOdino, mwjgThor, mwjwTýr, mwkaFreyr, mwkqHeimdallr e mwkgLoki) e, preceduta da varie mwkwcalamità naturali, sarà succeduta dall'mwlaincendio e dalla sommersione del mondo nell'acqua cosmica, dalla caduta degli mwlqastri e dal collasso della mwlgvolta celeste, fino alla mwlwfine del creato. Ciononostante, la parola indica anche la mwmarigenerazione del mondo distrutto, caratterizzata da un'mwmqetà felice, una nuova dinastia divina e una rinnovata progenie umana: infatti, conclusi tali eventi apocalittici, si racconta che il nuovo mondo riemergerà purificato e ubertoso, che gli dèi sopravvissuti allo scontro e quelli resuscitati e reduci dall'mwmgoltretomba si riuniranno in alleanza e che la terra sarà ripopolata da mwmwLíf e Lífþrasir, una coppia di esseri umani scampati alla devastazione grazie al rifugio offerto da una misteriosa foresta.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]
Questo concetto terminativo e mwpqpalingenetico costituisce un episodio cruciale ed enigmatico della mitologia norrena ed è stato oggetto di dibattiti, dissertazioni e teorie in ambito accademico lungo tutta la storia degli studi di mwpgfilologia germanica.
Contents
• Note
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Etimologia e storia del termine
Il mwqgcomposto norreno mwqwragnarǫk, frutto dell'mwrauniverbazione di un mwrqsintagma cristallizzatosi nel tempo, ha una lunga storia di interpretazioni ed etimologie proposte. Il primo elemento, mwrgragna, è sicuramente da individuare come il mwrwgenitivo plurale di mwsaregincite-ref-7[N 1], un sostantivo mwtqneutro declinabile mwtgsolo al plurale, significante letteralmente "(coloro che esprimono) giudizi, (coloro che prendono) decisioni" e, in senso più ampio, "autorità, divinità";cite-ref-8[7] ad ogni modo, l'esatta mwuwsemasiologia del termine rimane in dubbio.cite-ref-9[8]cite-ref-10[9] Il secondo elemento, mwxarǫk, è più problematico, poiché ricorre in due varianti, -rök e -røkkr. Scrivendo all'inizio del XX secolo, il filologo Geir Zoëga tratta le due forme come due composti separati, glossando ragnarök come "il destino o la distruzione degli dei" e ragnarøkkr come "il crepuscolo degli dei". Il sostantivo plurale rök ha diversi significati, tra cui "sviluppo, origine, causa, relazione, destino". La parola ragnarök nel suo insieme viene quindi solitamente interpretata come "destino finale degli dei".
La forma singolare ragnarøk(k)r si trova in una strofa del poema dell'Edda poetica mwxgLokasenna e nell'Edda in prosa. Il sostantivo røk(k)r significa "crepuscolo" (dal verbo røkkva "diventare buio"), suggerendo una traduzione "crepuscolo degli dei". Questa lettura è stata ampiamente considerata un risultato dell'etimologia popolare, o una dotta reinterpretazione del termine originale a causa della fusione di /ɔ/ (scritto ǫ) e /ø/ (scritto ø) in antico islandese dopo gli inizi del Duecento (dando comunque origine al calco Götterdämmerung "Crepuscolo degli Dei" nella ricezione tedesca della mitologia norrena).
In mwyaislandese moderno i due termini sono diventati, rispettivamente, mwyqRagnarök e mwygRagnarökkur, quest'ultimo pronunciato [ˈrɑɣnɑˌrœhkʏr].
Il termine probabilmente più antico è mwzqragnarǫk, che significa "mwzgfato degli dèi". mwzwRagnarøkkr significa invece 'mwaacrepuscolo degli dèi. Gli storici hanno corretto quest'ultima traduzione; in particolare il francese Claude Lecouteux, ha sostenuto che il significato originario sia "giudizio delle potenze".
Fonti mitologiche
La narrazione dell'evento è riportata principalmente dallmwba'mwbqmwbgEdda poetica (in islandese: mwbwLjóða Edda),cite-ref-11[10] mwdasilloge di mwdqcarmi compilata nel mwdgXIII secolo a partire da precedenti fonti della tradizione mwdwgermanica, e dallmwea'mweqmwegEdda in prosa (in islandese: mwewSnorra Edda), anch'essa del XIII secolo e scritta da mwfaSnorri Sturluson. Nell'opera di Snorri e in un singolo poema dellmwfq'mwfgEdda poetica ci si riferisce ad esso chiamandolo mwfwRagnarøkkr, un nome, traducibile come "Crepuscolo degli dèi", reso popolare dal compositore ottocentesco mwgaRichard Wagner grazie all'mwgqultimo dei quattro mwggdrammi musicali facenti parte della sua tetralogia mwgwmwhaL'anello del Nibelungo (in mwhqtedesco: mwhgDer Ring des Nibelungen), il cui titolo originale mwhwGötterdämmerungcite-ref-12[11] è l'esatta traduzione in tedesco del norreno mwjaRagnarøkkr.cite-ref-13[12]
Svolgimento dei Ragnarǫk
«... liete si apprestano a combattere le Forze del Male e già calpestano il Ponte che adduce ai Troni degli Dei; il Destino ormai sta per compiersi e Heimdallr, il dio della lungimiranza e della sorveglianza, suona a gran forza il grande corno di guerra; in silenzio, Odino conversa con la testa di Mimir e da lei cerca consiglio.»
I Ragnarǫk (la parola è plurale) ci sono noti principalmente da tre fonti:
• mwnaVǫluspá (profezia della veggente);
• mwngVafþrúðnismál (il discorso di Vafþrúðnir);
• mwoaGylfaginning (Inganno di Gylfi).
Le fonti sui Ragnarǫk, come quasi tutte quelle sulla mwogmitologia norrena, sono frammentarie, confuse, contraddittorie, ricche di riferimenti criptici e spesso quasi incomprensibili nella loro laconicità. I Ragnarǫk verranno preceduti dal mwowFimbulvetr, un mwpainverno della durata di tre stagioni senza l'estate in mezzo, dopo ci saranno altri tre inverni nell'arco di grandi battaglie in tutto il mondo.
Spariranno quindi mwpgSól (il mwpwSole) e mwqaMáni (la mwqqLuna): i due mwqglupi (mwqwSkǫll e mwraHati) che, nel corso del tempo, perennemente inseguivano i due astri finalmente li raggiungeranno, divorandoli, privando il mondo della luce naturale. Anche le mwrqstelle si spegneranno. mwrgYggdrasill, l'albero cosmico, si scuoterà e tutti i confini saranno sciolti: mwrwterremoti, mwsaalluvioni e catastrofi naturali.
Le creature del caos attaccheranno il mondo: mwsgFenrir il lupo verrà liberato dalla sua catena, mentre il mwswMiðgarðsormr emergerà dalle profondità delle acque. La nave mwtaNaglfar leverà le ancore per trasportare le potenze della distruzione alla battaglia, guidate da mwtqHel. Al timone ci sarà il mwtgdio mwtwLoki.
I misteriosi mwuqMúspellsmegir cavalcheranno su mwugBifrǫst, il ponte dell'arcobaleno, facendolo crollare. mwuwHeimdallr, il bianco dio della sorveglianza, soffierà il suo corno, il mwvaGjallarhorn, per chiamare allo scontro finale mwvqOdino, le altre divinità, e i guerrieri del mwvgValhalla (gli mwvwEinherjar).
Nel grande combattimento finale, che avverrà nella pianura di mwwqVígríðr, ogni divinità si scontrerà con la propria mwwgnemesi, in una distruzione reciproca. Il lupo Fenrir divorerà Odino, che quindi sarà vendicato da suo figlio mwwwViðarr. mwxaTýr e il cane infernale mwxqGarmr si uccideranno a vicenda. mwxgSurtr abbatterà mwxwFreyr, mentre mwyaThor morirà dopo aver ucciso mwyqJǫrmungand, esalando l'ultimo respiro per i veleni di quest'ultimo.
L'ultimo duello sarà tra mwywHeimdallr (che prima, pero', uccide Hel) e mwzaLoki, che si uccideranno a vicenda, quindi il gigante del fuoco mwzqSurtr, proveniente da mwzgMúspellsheimr, darà fuoco al mondo con la sua spada fiammeggiante, poi si creerà un'inondazione che spazzerà via e ucciderà i sopravvissuti, tra cui lo stesso Surtr.
Odino sarà poi resuscitato dopo che Viðarr avrà ucciso Fenrir e liberato il corpo di Odino rimasto all'interno del mostro.
Infine, dalle ceneri e dalle acque, il mondo risorgerà. I figli di Odino e di Heimdallr, mw0qViðarr e mw0gVáli, e i figli di Thor, mw0wMóði e mw1aMagni, erediteranno i poteri dei padri. mw1qBaldr, il dio della luce, con sua moglie mw1gNanna e suo fratello mw1wHǫðr torneranno da mw2aHel, il regno della morte. Troveranno, nell'erba dei nuovi prati, le pedine degli mw2qscacchi con cui giocavano gli dei scomparsi. La stirpe umana verrà rigenerata da una nuova coppia originaria, mw2gLíf e Lífþrasir ("nomi parlanti" che in norreno significano, rispettivamente, "vita" e "anelito di vita; [colei che prova] amore per Líf"),cite-ref-14[13] sopravvissuti nascondendosi nel mw3wbosco di Hoddmímir o nel frassino mw4aYggdrasill a seconda dei culti.
La rinascita del mondo è tuttavia adombrata dal volo, alto nel cielo, di mw4gNíðhǫggr, la serpe di Niðafjoll, misteriosa creatura che fra le piume porterà dei cadaveri.
Interpretazioni dei Ragnarǫk
L'assenza di paralleli corrispettivi mw5gescatologici nelle altre mw5wmitologie mw6aeuropee, cioè la mancanza di narrazioni sulla fine del mondo, ad esempio, in ambiente greco o romano, ha portato diversi studiosi a ipotizzare influssi più o meno decisi, nei Ragnarǫk, dell'immaginario mw6qcristiano, in particolare dall'mw6gApocalisse di Giovanni. L'ipotesi sarebbe corroborata dal fatto che la mw6wmitologia norrena sia stata codificata quasi interamente in seguito all'arrivo del mw7aCristianesimo nell'Europa settentrionale. Priva di riscontri oggettivi, la tesi è congetturale.
Da parte sua, lo mw7gstorico delle religioni e mw7wfilologo mw8afrancese mw8qGeorges Dumézil, studioso in particolare delle credenze e mitologie degli mw8gantichi popoli indoeuropei, mise in luce le forti somiglianze tra i Ragnarǫk e la mw8wGuerra di Kurukṣetra, combattuta - secondo l'mw9aepopea induista del mw9qmw9gMahābhārata - tra le due stirpi rivali dei mw9wPandava e mw-aKaurava. Così come il Ragnarǫk sarebbe posto nel futuro, l'analoga battaglia epocale del Mahābhārata si trova nel passato.
Allo stesso modo, è forse dunque possibile scorgere come corrispettivo dei Ragnarǫk in area mediterranea la mw-ggigantomachia o la mw-wtitanomachia, che vedono contrapposti gli mw-adei olimpici guidati dal loro re, mw-qZeus, contro creature deformi e caotiche.
Ragnarok nella cultura di massa
• Il Ragnarok è l'evento fulcro del videogioco mwarymwarcGod of War Ragnarok.
• Nel film mwarkmwaroThor: Ragnarok, il protagonista mwarsThor cerca inizialmente di scongiurare la profezia del Ragnarok, ma alla fine dovrà, con l'aiuto del fratellastro mwarwLoki, provocarne l'inizio per distruggere mwar0Asgard e uccidere la loro sorella maggiore mwar4Hela; tuttavia, il popolo di Asgard sopravviverà salendo su una nave per dirigersi a mwar8Midgard (la Terra).
• La serie televisiva danese-norvegese mwasemwasiRagnarok rivisita in chiave moderna gli eventi del Ragnarok.
• Nella trilogia di mwasqRick Riordan mwasumwasyMagnus Chase e gli Dei di Asgard il protagonista deve rimandare il più possibile il Ragnarok
• Il cantante mwasgBruce Dickinson ha scritto il brano mwaskAfterglow Of Ragnarok, incluso nel suo settimo album in studio mwassmwaswThe Mandrake Project.
• Ragnarok è il night club dove Jack Lupino si rintana nel livello "Uno spietato vendicatore solitario" di mwas4Max Payne, effettuando evocazioni demoniache ed esoteriche mentre Max affronta i suoi tirapiedi. Tra gli appunti dello psicopatico boss, ci sono anche appunti sul Ragnarok e sulla mitologia norrena.
• Il Ragnarok è l'evento principale su cui si basa il manga e l'anime mwataRecord of Ragnarok , in cui 13 combattenti umani vengono scelti per combattere nel Ragnarok, cioè il torneo che ospita il combattimento finale tra umani e dei, contro 13 degli dei più potenti della storia provenienti da vari pantheon, per segnare il destino della razza umana.
Note
Esplicative
cite-note-7N 1. ↑ mwatkRegin deriva dal mwatoprotogermanico mwats*raginą "consiglio, delibera", un vocabolo mwatwricostruito di genere neutro e declinabile anche al singolare, attestato per la prima volta in mwat0Scandinavia nel composto mwat4proto-norreno ᚱᚨᚷᛁᚾᚨᚲᚢᛞᛟ (in mwat8alfabeto runico: mwauaraginakudo, cioè "di origine divina, soprannaturale, sacro"; in norreno la parola diventa mwauereginkunnr). mwaui*Raginą si è così evoluto in norreno a causa della mwaummetafonesi palatale innescata dalla seguente mwauqi (in mwauuinglese tale fenomeno è conosciuto come mwauyi-umlaut o mwauci-mutation), che ha alzato il timbro vocalico nel passaggio mwauga>e, e a causa della successiva mwaukapocope di mwauoa finale per effetto della forte attrazione esercitata dall'accento protosillabico, cioè fisso sulla prima sillaba. Sembra che mwaus*raginą possa essere l'esito protogermanico di mwauw*Hrokéno-, una radice lessicale posteriore alla fase mwau0indoeuropea comune ma non ancora distintamente germanica, che avrebbe dato mwau4*raginą attraverso: la perdita della mwau8laringale iniziale indoeuropea; il passaggio dall'indoeuropea mwave/ŏ/ (e mwavm/ă/) alla protogermanica mwavu/ă/; la mwavylegge di Verner (evidente nel passaggio mwavc*k>g); il restringimento vocalico (col passaggio mwavg*e>i, riscontrato anche nel mwavkgotico 𐍂𐌰𐌲𐌹𐌽 mwavoragin, avente significato simile a mwavsregin). Infine, mwavw*Hrokéno- può risalire alla radice verbale protoindoeuropea, di mwav0grado forte, mwav4*Hrok- e quindi a quella, di grado normale, mwav8*Hrek- "parlare, pronunciarsi", ritrovabile anche nel mwawapaleoslavo mwaweрокъ mwawirokŭ "tempo, termine; definizione" e nel mwawmrusso mwawqрок mwawurok "destino, giudizio". Vedi: mwawymwawcKroonen,mwawg p. 597.
Bibliografiche
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cite-note-33. ↑ Alcuni esempi d'uso: mwax8mwayamwayemwayimwaymFrithiof Poema di Isaia Tegnér. Prima versione italiana dal testo originale scandinavo-suedese per opera dell'abate Alessandro Bazzani, 1851, pp.mwayq 68.
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Bibliografia
Testi in italiano
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• citerefscardigli(IT, NON) Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli (a cura di), Il canzoniere eddico, 2ª ed., Milano, Garzanti, 2009, ISBN 978-8811366423.
Testi in altre lingue
• citerefbernhar-sson(EN) Haraldur Bernharðsson, Old Icelandic "ragnarök" and "ragnarökkr" (PDF), in Alan J. Nussbaum (a cura di), Verba Docenti. Studies in historical and Indo-European linguistics, Ann Arbor/New York, Beech Stave Press, 2007, pp. 25-38, ISBN 0-9747927-3-X. URL consultato il 24 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2021).
• citerefkroonen(EN) Guus Kroonen, Etymological Dictionary of Proto-Germanic, Leiden/Boston, Brill Academic Publishers, 2013, ISBN 978-9004183407.
• citerefmorey-sturtevant(EN) Albert Morey Sturtevant, A Study of the Old Norse word "Regin" (PDF), in The Journal of English and Germanic Philology, vol. 15, n. 2, aprile 1916, pp. 251-266, ISSN 0363-6941.
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• citerefturville-petre(EN) E.O.G. Turville-Petre, Myth and Religion of the North. The Religion of Ancient Scandinavia, London, Weidenfeld & Nicolson, 1964, ISBN non esistente.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Ragnarök, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Ragnarǫk, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• (EN) Apocalypse, su The Visual Novel Database.
• (EN) Ragnarǫk, su Comic Vine, Fandom.
• mwaewRagnarǫk, su bifrost.it.